ADOZIONI IN VICINANZA

Il no profit di Aprilia con il contributo ed il sostegno delle associazioni aderenti alla Federazione Farereteonlus lancia il progetto di solidarietà.

Complice la crisi economica, aumenta la povertà in Italia e gli stessi enti locali non riescono a coprire i bisogni territoriali di welfare".

La crisi economica sta cambiando anche la 'geografia' delle adozioni a distanza. Se finora la generosità degli italiani era rivolta ai bambini bisognosi nei Paesi in via di sviluppo, aumentano sempre di più le cosiddette 'adozioni in vicinanza'. Una forma di solidarietà grazie alla quale, con un contributo mensile, si può 'adottare' un bimbo nel nostro Paese, pagandogli ad esempio la retta dell'asilo nido, acquistando pappe, pannolini o provvedendo alle sue cure ed educazione. Spese alle quali alcune famiglie in Italia e sui nostri territori troppo spesso non riescono più a fare fronte. In Italia - come testimoniano gli ultimi dati di Save the Children - cresce infatti drasticamente la povertà minorile, con quasi 1 milione e mezzo di minori che vive in povertà assoluta e quasi 2.400.000 in povertà relativa. Un aumento che si registra soprattutto nel Sud d'Italia. Da qui le tante iniziative di associazioni impegnate nelle adozioni in vicinanza di bambini, ma anche di donne vittime di violenza, di madri single o famiglie in situazione di disagio economico, di anziani soli, secondo la nostra missione di mettere al centro ogni persona umana. "

Da questa richiesta di aiuto che proviene dalle persone più fragili del nostro territorio, è stata pronta la risposta delle nostre associazioni ed organismi no profit, tra cui diverse cooperative che aderiscono alla nostra Federazione che hanno ampliato i loro progetti di adozione non più solo internazionale ma rivolta anche ai bisogni territoriali.

Insomma - osserviamo - se da un lato si globalizza la povertà, che non e più solo dei paesi in via di sviluppo ma anche in quelli Occidentali, dall'altro cambia anche la solidarietà".

Tra le associazioni pioniere nel progetto di adozione in vicinanza ad Aprilia gli Orgasnimi aderenti a Farereteonlus stanno cominciando a raccogliere i frutti dei primi donatori.

L’associazione sportiva ASD CALCIO CITTA’ DI APRILIA ha ad esempio regalato cinque abbonamenti calcistici per bambini e ragazzi in condizione socio economiche di svantaggio, in virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto insieme alla Federazione Farerete e l’Istituto Rosselli di Aprilia.

La stessa cosa sta facendo la società sportiva Virtus Basket di Aprilia con i bambini siriani della Comunità dei profughi di Campoleone a cui ha offerto la possibilità di usufruire dei corsi di minibasket a titolo gratuito.

Una nuova forma di sostegno che "incontra un interesse sempre maggiore proprio perché in questo momento di crisi, i donatori sentono molto forte la necessità di aiutare 'in casa propria' le tante famiglie bisognose e i loro bambini" a partire dalle associazioni del nostro territorio.

In questa forma di solidarietà 'in vicinanza' si può contribuire al finanziamento di un progetto, ad esempio quello sugli asili nido, lo sport, l’educazione, la cultura e al donatore saranno date informazioni sulla struttura e sulle sue attività.

L'Associazione Casa Lazzara ha promosso un progetto per adottare una famiglia tra le tante "che vivono situazioni disagiate a causa dell'aumento esponenziale dei licenziamenti, della precaria situazione economica e dei tagli alle politiche sociali.

Si stima che 3 milioni 232mila nuclei familiari nel nostro Paese non riescano infatti più a comprare cibo, a pagare le visite mediche, l'affitto, il mutuo e le utenze fondamentali come l'energia elettrica e il riscaldamento.

Per questo, la Federazione Farereteonlus offre la possibilità di adottare una persona vulnerabile e/o la sua famiglia per una o due settimane o per un mese (versando differenti quote).

Il successo delle adozioni vicine non cancella naturalmente tutti i problemi dei bambini africani, asiatici o sudamericani, che continuano a soffrire ogni giorno a causa di guerre, sfruttamenti o epidemi come quella di Ebola.

La differenza rispetto a qualche anno fa è che l’Italia sta diventando sempre più un paese in difficoltà e dovranno essere gli stessi italiani o magari i vicini europei più “ricchi” a sostenerci in qualche modo.

I più fortunati e sensibili, quelli che hanno ancora un lavoro o una buona pensione mensile, non rimangano a guardare.

E voi cosa ne pensate?

Preferite adottare un bambino a distanza, in vicinanza o entrambi?

“MAMME IN COMUNE .. NEL TUO CONDOMINIO E NEL TUO QUARTIERE”.

Il primo “Gruppo di mutuo aiuto tra mamme nato da alcune mamme per sopperire alle difficoltà dei tempi per la gestione dei figli. 

Per quelle madri lavoratrici che non hanno un supporto dalla famiglia allargata (nonni, sorelle, zie..), che non hanno la possibilità di assumere una baby sitter o che non hanno più il sostegno dei servizi del Comune, risulta spesso complicato riuscire a organizzare la gestione dei figli soprattutto in alcune situazioni specifiche: bambini in età pre-nido, orari extra scolastici, giorni di vacanze scolastiche, malattia del bambino o di chi lo accudisce, accompagnamento e ritiro dei bambini alle scuole. 

Tale gruppo di sostegno ha lo scopo di far sì che le mamme del condominio o del quartiere, conoscendosi ed instaurando rapporti di fiducia reciprocamente e verso le ideatrici/organizzatrici del gruppo stesso, possano chiedere e ricevere l’aiuto delle altre mamme nei momenti suddetti di difficoltà e parimenti offrire le proprie disponibilità per supportare il lavoro delle altre madri. Le ideatrici/organizzatrici del progetto sono tutte mamme unite dalle difficoltà organizzative e dal desiderio di farvi fronte con le proprie idee e la propria forza, aperte all’ingresso di nuove mamme che capendo l’importanza e la validità di tale lavoro vogliano offrire le loro competenze ed esperienze.

Le nostre mamme sono aperte a valutare ogni idea portata dalle iscritte, certe che tante persone con obiettivi comuni possano creare opportunità meravigliose e dare soluzioni a ogni genere di problema, ma hanno anche già in mente nuovi spunti da arricchire e sui quali concentrarsi nel momento in cui il servizio inizierà a funzionare, come : organizzare un corso di pronto soccorso pediatrico, cercare spazi alternativi per poter offrire il servizio di accudimento dei bambini in locali più idonei ed a un numero maggiore di bambini contemporaneamente, organizzare degli incontri a tema in base alle esigenze delle mamme, creare un Blog/Community per stabilire i contatti immediati tra le mamme e dare le disponibilità dell’ultimo momento, organizzare il passaggio di vestiti, giochi o altri articoli per bambini.

Per informazioni sulle prossime giornate sociali di “Facciamo Rete” potete visitare il sito web www.facciamorete.org.