PROGRAMMA RETE DI NUOVA CITTADINANZA

LABORATORI DI INNOVAZIONE SOCIALE E DI SISTEMA PER L’EDUCAZIONE E L’ INTEGRAZIONE PER LA CITTADINANZA MONDIALE

Il nostro programma è finalizzato a promuovere nel cittadino e nella società i principi ed i valori di sussidiarietà orizzontale, di Pubblica Amministrazione condivisa, di partecipazione e di cittadinanza seria e responsabile per lo sviluppo di una comunità sociale “coesa” e “solidale” attraverso il modello del cd. Welfare di Comunità, che pone al centro del proprio operare il pieno sviluppo della persona umana e la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, il pregiudizio socio-culturale, l’intolleranza ed il razzismo per favorire lo sviluppo di politiche di crescita sostenibile, intelligente ed inclusiva.

LA PROCEDURA, GLI OBIETTIVI ED IL PROGRAMMA

Sviluppare una "strategia della partecipazione" consiste nella creazione di occasioni, con appositi strumenti, che consentano di esercitare in maniera congrua aicontesti e all'età, le capacità di impegno, attenzione, propositività e assunzione di responsabilità.

La partecipazione, come strategia concreta, è quindi uno specifico processo di apprendimento, possibile a condizione che siano trasmesse ai soggetti coinvolti le informazioni e le abilità necessarie per gestire, man mano, autonomamente il processo.

Ne deriva l'importanza della formazione di operatori, educatori, tecnici ed amministratori affinché tutti cittadini vengano coinvolti nell'analisi dei problemi che liriguardano e nella ricerca delle soluzioni più appropriate e condivise.

Attraverso la comunicazione e lavoro di rete si è tentato di costruire una specie di “tessuto connettivo”, di relazione qualificata, di scambio utile, di conoscenze utilizzabili nel tentativo di favorire partecipazione reale e condivisione.

In effetti esiste un legame fondamentale tra la capacità di apprendimento di un territorio e lo sviluppo che esso è in grado di generare, questo significa che per agevolarne l’attuazione è indispensabile governare i processi di costruzione delle competenze e renderli effettivamente fruibili e disponibili sul territorio.

I dati sul contesto sociale del territorio/target di riferimento saranno raccolti e correlati, sin dalle prime fasi, con attenzione interdisciplinare alla storia delle persone coinvolte, ritenendo fermamente tale approccio il più proficuo nel caso di realtà caratterizzate da considerevoli lacune nelle fonti biografiche di ciascuna persona coinvolta.

Inoltre, considerando lo specifico tema del programma, il taglio interdisciplinare sarà calibrato per far meglio emergere le loro vicende umane parallelamente all’evoluzione sociale e culturale.

Il processo che si è inteso creare attraverso il coinvolgimento e la comunicazione tra Terzo Settore, Scuola, Istituzioni e le realtà territoriali, è un processo di osmosi tra persone e comunitànella definizione degli obiettivi dell’intero programma.

Altro elemento centrale del progetto è l’integrazione tra interventi fisici e interventi sociali.

Alla luce di quanto su esposto, il soggetto proponente intende prestare un’ attenzione particolare, alle fasce più deboli di soggetti presenti nell’area, nella convinzione che attraverso azioni pilota e utilizzando strumenti innovativi quali ad esempio, il Piano sociale di zona, si possano orientare le risorse dove più numerose e gravi sono le esigenze dei cittadini.

In particolare tra i risultati che il programma apporterà al territorio, vanno inserite le attività e gli interventi che i protocolli di intesa, sviluppati con il partenariato locale, produrranno in relazione al suddetto scopo, gli obiettivi perseguiti sono in generale:

  • Promuovere politiche a favore della famiglia e della persona, politiche per l’inclusione e i diritti di cittadinanza
  • Assicurare percorsi di accesso per tutti i cittadini alla rete dei servizi (welfare d’accesso)
  • Migliorare la dotazione infrastrutturale e dei servizi nell’area bersaglio individuata,
  • Creare una rete di livello essenziale di assistenza cha attenui e abolisca le differenze sociali andando ad incidere con politiche integrate di inclusione sociale sulla condizione di un permanente supporto,
  • Creare opportunità ove possibile di autonomia anche valorizzando il ruolo della famiglia e sostenendo il lavoro.

Nello specifico:

a)favorire misure ed interventi per lo sviluppo di servizi tesi a migliorare la qualità della vita ed il benessere della persona nella famiglia, nella scuola e nella società.

b) creare infrastrutture e servizi di supporto socio-educativo, socio-culturale e socio-sanitario, infrastrutture funzionali e necessarie all’attuazione delle iniziative coerenti con il programma , anche al fine di favorire misure ed interventi per lo sviluppo di servizi socio-sanitari;

c) recuperare minori,giovani ed adulti a rischio di esclusione socialecon interventi che favoriscano la formazione e l’inclusione;

d) incrementare nuove attività formative d’aula, ed in particolare, ove esistano le condizioni per illororegolare svolgimento, si potranno tenere presso sedi di maggiore opportunità;

e) sviluppare attività di stage per giovani chesi potranno svolgere nell’ambito dell’alternanza Scuola-Lavoro;

f) sviluppare attività di tirocinio per adulti con apposito Cantiere – Lavoro all’uopo allestito di comune intesa tra Istituzioni Pubbliche e privato sociale.

RISULTATI ATTESI PER GLI ASPETTI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

Promuovere il protagonismo degli attori sociali, in un sistema in grado di assicurare qualità sociale e attenzione al disagio individuale, rendendo il modello di programmazione partecipata un modello replicabile in ambiti anche più ampi di riqualificazione urbana, creando integrazione socio educativa e culturale, socio sanitaria e partenariati socio economici.

Intraprendere un percorso di offerta di servizi caratterizzato dal principio dell’”universalismo selettivo”ovvero la necessità di offrire servizi accessibili a tutti i cittadini, qualunque sia la loro situazione, prevedendo condizioni differenziate di accesso in base alla capacità ed alle risorse economicheindividuali e familiari.

Nell’ottica di garantire forme di inclusione ed integrazione che sviluppino situazioni di socializzazione tra gli abitanti che risiedono in queste aree, cercando di eliminare le condizione che sino ad oggi hanno caratterizzato le cosiddette “città dormitorio”.

COSA PROPONIAMO

SERVIZI

1)LABORATORIO DI ITALIANO L2 PER RAGAZZI DELLE SCUOLE ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI

  • LIVELLO BASE
  • LIVELLO INTERMEDIO
  • LIVELLO AVANZATO
  • 2)LABORATORIO DI ITALIANO L2 PER ADULTI
  • LIVELLO BASE
  • LIVELLO INTERMEDIO
  • LIVELLO AVANZATO
  • 3)LABORATORI SOCIOPSICOEDUCATIVI (GIOCO, ARTE, MUSICA, TEATRO, SCRITTURA E LETTURA, MULTIMEDIALITA’, SPORT
  • 4)MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE E INTERPRETARIATO
  • 5)SOSTEGNO PSICOLOGICO
  • 6)SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA
  • 7)MEDIAZIONE FAMILIARE
  • 8)ASSISTENZA SOCIALE E ASSISTENZA LEGALE
  • 9)PROGETTAZIONE
  • 10)FORMAZIONE
  • PROGETTI SPERIMENTALI IN CORSO

    PRESSO LE SCUOLE:

    • 1)ISTITUTO SUPERIORE ROSSELLI DI APRILIA VIA CARROCETO
    • LABORATORIO DI ITALIANO L2 PER ALUNNI STRANIERI;
    • LABORATORI DI MOTIVAZIONE ED INTEGRAZIONE PER ALUNNI STRANIERI
    • LABORATORIO EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI
    • SPORTELLO DI MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE E DI ASCOLTO PER LE FAMIGLIE STRANIERE
    • “OLTRE LE BARRIERE”: “Oltre le barriere” : Contro il pregiudizio, la discriminazione e l’ esclusione sociale - SPORTELLO DI ASCOLTO ED INCONTRI DI GRUPPO PER STUDENTI - LABORATORI SOCIO-PSICO-EDUCATIVI.
    • 26 SETTEMBRE 2018 - GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE
    • 10 DICEMBRE 2018 - 70 ANNI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI
    • 21 MARZO 2018 -GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO
    • 2)ISTITUTO SUPERIORE COPERNICO DI POMEZIA – VIA COPERNICO
    • LABORATORIO DI ITALIANO L2 PER ALUNNI;
    • LABORATORI DI MOTIVAZIONE ED INTEGRAZIONE PER ALUNNI STRANIERI
    • 26 SETTEMBRE 2018 - GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE
    • 10 DICEMBRE 2018 - 70 ANNI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI
    • 21 MARZO 2018 -GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO
    • 3)ISTITUTO COMPRENSIVO MATTEOTTI - PLESSO: GRAZIA DELEDDA
    • LABORATORIO DI ITALIANO L2 PER ALUNNI STRANIERI;
    • LABORATORIO SOCIO-EDUCATIVO CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA;
    • 26 SETTEMBRE 2018 - GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE
    • 10 DICEMBRE 2018 - 70 ANNI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI
    • 21 MARZO 2018 -GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO

    PRESSO LA ASL LT 1 

    “TI ASCOLTO” – SERVIZIO DI PSICOLOGIA DELLA SALUTE - SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO DEI PROFESSIONISTI DELL’AIUTO E GRUPPI DI MUTUO AIUTO

      PRESSO LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DI APRILIA

    • “CALCIANDO PER FARE RETE CONTRO LA MARGINALITA’ SOCIALE” IN COLLABORAZIONE CON ASD CALCIO CITTA’ DI APRILIA
    • PROTOCOLLI OPERATIVI PER INCLUSIONE DELLE PERSONE FRAGILI CON ASD PALLAVOLANDO A TUTTO TONDO E ASD VIRTUS BASKET APRILIA

    ALTRE SEDI E PROGETTI IN CORSO

    • INCUBATORE SOLIDALE IMMIGRAZIONE DEL COMUNE DI APRILIA – SEGRETARIATO IMMIGRATI (ORIENTAMENTO AI SERVIZI TERRITORIALI) E SPORTELLO “DONNE DEL MONDO”- PERCORSI DI INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE DELLE PERSONE E FAMIGLIE STRANIERE
    • CIRCOLO CULTURALE “ CON DALì L'ARTISTA, INSIEME PER IL SOCIALE” DI APRILIA – LABORATORI CREATIVI E PSICOSOCIOEDUCATIVI, EVENTI SOCIALI.
    • PARCO MALIBRAN DI CAMPO DI CARNE (APRILIA) – LABORATORI SOCIOPSICOEDUCATIVI E SPORTELLO DI ASSISTENZA SOCIALE 

    FAC SIMILE PROTOCOLLO DI RETE PER L’INTEGRAZIONE SOCIALE DELLA PERSONA FRAGILE E LO SVILUPPO DEL WELFARE DI COMUNITA’

    Alla c.a.

    Associazioni e Organismi No Profit

    Esperti del Welfare

    Operatori sociali

    Operatori culturali

    Operatori sportivi

    Dirigenti Scolastici

    Rappresentanti legali

    degli Enti Locali

    TRA

    LA FEDERAZIONE DI ENTI ED ORGANISMI NO PROFIT FARE RETE PER IL VALORE DELLA PERSONA E DELL’IMPRESA SOCIALE – ONLUS, con sede legale in Aprilia, via delle Margherite nr. 121, legalmente rappresentata dalla dr. Ssa Emilia Ciorra, nata a Formia il 12.06.1978 CFCRRMLE78H52D708Ldi seguito denominata “FARERETEONLUS”

    E

    …………………………….

    PREMESSO CHE

    “FARERETEONLUS” non ha finalità di lucro, persegue unicamente ed esclusivamente finalità di utilità e solidarietà sociale, promozione sociale e di tutela dei diritti civili a favore dei soggetti di cui all’art.10 del D. lgs 460/97, nel pieno rispetto della loro libertà e dignità, ispirandosi a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti.

    “FARERETEONLUS” è una Federazione a carattere regionale degli Enti ed Organismi No profit, di cui all' art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997 e smi ed associa nello specifico le Onlus, di cui al citato art. 10 delD. lgs. 460 del 1997 e s.m.i. e le Onlus di diritto; le Associazioni di promozione sociale (APS), di cui alla legge 383 del 2000, iscritte nei registri di cui all’art. 7, commi 1,2,3, e 4 e s.m.i.; le Associazioni Non Riconosciute che non fanno parte dell’Anagrafe delle Onlus e delle ODV che non risultano ancora iscritte nell’apposito Registro regionale del Volontariato tenuto per legge; le Associazioni Riconosciute in genere che operano nei settori di cui all’art. 10 del D. lgs 460 del 1997 e s.m.i.. le Associazioni Riconosciute e /o Non Riconosciute che rappresentano la rete del mondo del No Profit; le Fondazioni, già Onlus di diritto, di cui al D. Lgs. Nr. 356 del 1990, nr. 153 del 1999 e smi; le Cooperative sociali, già Onlus di diritto, di cui alla Legge 381 del 1991 e smi; le imprese sociali di cui al D. Lgs 155/2006. Possono far parte della federazione anche le persone fisiche, senza distinzioni di sesso, età, condizione sociale o altro, che ne condividono la missione e gli scopi e si impegnino a realizzarli, così come è inteso dallo Statuto.

    “FARERETEONLUS” per il raggiungimento delle proprie finalità, si propone di:

    • -Offrire assistenza sociale, socioeducativa e sociosanitaria alle persone più svantaggiate, persone sfruttate o sottoposte a fenomeni di costrizione, persone senza fissa dimora, persone anziane sole ed emarginare, madri con figli minori e donne in gravidanza, in grave condizione di disagio psicosociale o comunque in situazione di svantaggio in ragione di condizioni  psichiche, fisiche, economiche e/o sociali, minori o figli riconducibili a genitori soggiogati, maltrattati o in qualsiasi stato di disagio sociale, prodigandosi nel cercare le risorse necessarie per dare una risposta efficace ai loro bisogni.
    • -Promuovere l’accoglienza anche attraverso specifiche strutture dove chi vive nel disagio sociale possa sentirsi accolto e sostenuto. La Federazione è impegnata nella realizzazione di strutture socio assistenziali ed educative al fine di avviare gli accolti verso percorsi di recupero ed integrazione sociale;
    • -Promuovere servizi socioassistenziali innovativi attraverso la cultura, l’educazione e lo sport per minori e giovani, adulti ed anziani nelle famiglie più vulnerabili per situazioni di disagio economico familiare e/o emarginazione sociale;
    • -Promuovere lo sviluppo di reti tra agenzie educative, sociali, culturali e sportive in riferimento ai nuclei familiari più vulnerabili per situazioni di disagio economico familiare e/o emarginazione sociale;
    • -Promuovere programmi ed attività di contrasto alla povertà che prevedono misure di inclusione sociale attiva dei soggetti sociosvantaggiati di cui all’art.10 del D. lgs 460/97;
    • -Promuovere la partecipazione alla pianificazione, programmazione e progettazione integrata dei soggetti No Profit del III Settore dei Piani di zona sociali , nell’ambito di misure specifiche di contrasto alla povertà;
    • -Favorire l’accesso ai servizi alle persone disabili, anziani non autosufficienti, (Assistenza domiciliare, accesso a strutture semiresidenziali, assistenza familiare),
    • -Promuovere azioni di ricerca e innovazione sociale per la lotta all’esclusione ed emarginazione sociale;
    • -predisporre e gestire strutture con spazi e ambienti idonei allo svolgimento d’attività e servizi compatibili con gli scopi sociali;
    • - promuovere la costruzione di una solida “Rete del Terzo Settore”, in tutti i territori nei quali si opera per consentire l’incontro e lo scambio tra Associazioni No Profit, Enti Morali, Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, Cooperative Sociali, Scuole, operanti nel mondo della relazione d’aiuto e dei servizi alle persone più vulnerabili, al fine di programmare interventi in cooperazione allargata, attraverso cui accedere mediante la progettazione sociale locale, regionale, nazionale ed europea.

    Per il raggiungimento delle proprie finalità, istituisce:

    • 1-L’ OSSERVATORIO DEI CITTADINI PER IL CONTRASTO ALLA POVERTA’ E L’INCLUSIONE SOCIALE :l' “Osservatorio” intende collocarsi nello sviluppo del sistema di welfare cittadino, per mappare ed arginare i fenomeni di vulnerabilità e marginalità sociale. Con l'obiettivo di: - fornire strumenti per l'analisi della domanda e dei nuovi bisogni sociali; -  elaborare modelli di progettazione sociale, adeguati a dare risposte alle domande sociali emergenti; - documentare, approfondire, e rendere sistematiche, le conoscenze sui cambiamenti sociali in corso, che producono in modo crescente condizioni di vulnerabilità e marginalità sociale; - sensibilizzare gli attori sociali sulle diverse forme di disagio ed esclusione, sperimentando nuovi spazi e nuovi modelli di comunicazione, con particolare attenzione alle tematiche a più ampio impatto o a più elevata sensibilità sociale-

    2-IL FORUM NUOVI CITTADINI per l’inclusione di immigrati e rifugiati, in particolare donne e minori, minorinon accompagnati, nomadi e rom, quali categorie particolarmente a rischio marginalità.

    AREE TEMATICHE TRASVERSALI – Povertà: povertà economica - povertà multidimensionale - povertà soggettiva -  analisi degli strumenti di intervento: _ cronicizzazione degli interventi assistenziali _ strumenti di regolazione degli interventi sociali e assistenziali _ misure di integrazione del reddito dirette e indirette - Marginalità e vulnerabilità sociale: nuclei monogenitoriali e rischio di povertà - dispersione ritardo e abbandono scolastico - adolescenti a rischio - seconde generazioni di immigrati - senza fissa dimora, emarginazione di strada - perdita del lavoro e difficoltà di reinserimento - perdita dell’alloggio - debiti e usura - nuove dipendenze –disturbo psichiatrico-prostituzione e vittime della tratta.

    All’’ ”Osservatorio” ed al “Forum” partecipano le Organizzazioni ed Enti No Profitdel III Settore, gli Operatori ed Esperti sociali e della Pianificazione politico-sociale-culturale ed economica e dello Sviluppo locale, associati alla Federazioneesaranno regolamentati da apposito Regolamento interno.

    CONSIDERATO CHE è intenzione dei firmatari del presente protocollo operativo favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone fragili (minori, famiglie, donne, adulti, anziani, disabili, immigrati) nella società attraverso la realizzazione di una Rete territoriale dei servizi (Pubblico/Privati) denominata “RETE NUOVA CITTADINANZA”;

    SI CONVIENE QUANTO SEGUE

    ART. 1 PREMESSE

    Le premesse formano parte integrante del presente Protocollo d’Intesa (di seguito più brevemente definito “Protocollo”).

    ART. 2 FINALITA’ ED OGGETTO DELL’ACCORDO

    Con il Protocollo di Integrazione ed Inclusione, i soggetti aderendo alla Federazione “Farereteonlus” e partners, nello spirito della Mission statutaria di Farereteonlus,si propongono di:

    • creare con iniziative coprogrammate e cogestite un clima positivo di integrazione sociale e culturale per lo sviluppo del cd. welfare di comunità;
    • definire pratiche condivise da proporreall’Istituzione Pubblica;
    • facilitare le relazioni e la comunicazione tra le persone, con lafamiglia, con la comunità, con l’Istituzione pubblica;
    • migliorare le competenze della persona;
    • promuovere approcci educativi didattici e formativi interculturali e integrati;
    • diminuire l’insuccesso scolastico e sociale;
    • promuovere la collaborazione tra Associazioni Scuola Istituzioni e territorio sui temi del rispetto di se e dell’altro,dell’integrazione e della condivisione;
    • favorire i rapporti fra Associazioni, Scuole, Istituzioni, Famiglie e Territorio.

    Conil presente protocollo si intende operare attraverso “Unità educativa per l’inclusione e l’accessibilità territoriale”

    La UE.IA.T può essere formata da:

    - Referenti delle Associazioni e Organismi aderenti alla Rete

    - Esperti del Welfare

    -Operatori sociali

    - Operatori culturali

    - Operatori sportivi

    -Referenti Istituzione Pubblica

    I compiti della Unità comprendono:

    • monitoraggio delle modalità di integrazione attuate in precedenza dall’Istituzione, dei problemi e dei bisogni emersi nel corso degli anni;
    • raccolta materiale “Buone Prassi”;
    • presa in visione della normativa esistente;
    • stesura/revisione del Protocollo di Integrazione;
    • predisposizione di documenti informativi comuni
    • predisposizione di progetti condivisi
    • attività formative condivise
    • attività informative e di sensibilizzazione condivise

    ART. 3 COMPITI DEI SOGGETTI ADERENTI:

    I compiti dei soggetti aderenti al Protocollo operativo prevedono l’articolazione del lavoro di rete nei seguenti ambiti di intervento

    - amministrativo: Rapporti con Enti Locali ed altri soggetti Pubblico/Privati

    - comunicativo/relazionale: realizzazione di una comunicazione sociale integrata

    - educativo/didattico : sviluppo e realizzazione di progetti condivisi

    - ricreativo/culturale: sviluppo e realizzazione di progetti condivisi

    - sportivo: sviluppo e realizzazione di progetti condivisi

    ART. 4 MODALITA’ DI ADESIONE

    La sottoscrizione del Protocollo comporta l’adesione alla Rete Nuova Cittadinanza della Federazione FARERERETEONLUS.

    L’adesione comporta il diritto /dovere di rispettare le norme previste dallo Statuto.

    ART. 5 LA COLLABORAZIONE CON GLI ESPERTI

    È necessario sottolineare l’importanza della partecipazione di tutti i “protagonisti” nell’ambito del Protocollo che non può essere circoscritto esclusivamente al rapporto Associazione/Organismo NO PROFIT e beneficiario, ma deve essere ampliato e arricchito attraverso il coinvolgimento di esperti che operano sul territorio.

    La RETE, pertanto, valorizza e si avvale di tutte le risorse culturali, ambientali e strumentali che possono concorrere a qualificare il progetto, avviando forme sistematiche di collaborazione con esperti al fine di:

    - arricchire e diversificare le proposte operative;

    - offrire alla persona varie opportunità per acquisire competenze;

    - migliorare la qualità delle esperienze con la sperimentazione di metodologie di lavoro anche innovative;

    - contribuire alla crescita culturale e sociale della comunità più ampia.

    Nella Rete operano in forma continuativa ed itinerante figure di esperti nei vari ambiti: didattico-educativo, linguistico per l’insegnamento di una seconda lingua, motorio, espressivo, teatrale, musicale.

    Queste collaborazioni, nate in risposta ad una precisa intenzionalità educativa, diventano via via una risorsa preziosa per la comunità, che può contare sul loro apporto qualificato per l’attuazione dei progetti che connotano l’attività della Rete.

    La collaborazione con le Associazioni, gli Organismi del No Profit e gli Esperti ed Operatori del sociale ci consente di offrire i seguenti servizi a sportello.

    ART. 6 I SERVIZI A SPORTELLO

    • SPORTELLO CONTRO IL BULLISMO ED IL DISAGIO MINORILE E GIOVANILE
    • SPORTELLO DSA E PER MINORI CON BISOGNI SPECIALI
    • SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA FAMIGLIA
    • SPORTELLO PARI OPPORTUNITÀ E POLITICHE DI GENERE
    • SPORTELLO DISABILITÀ’
    • SPORTELLO DONNA
    • SPORTELLO CONTRASTO ALLA POVERTA’ ED INCLUSIONE SOCIALE
    • SPORTELLO IMMIGRATI
    • FORMAZIONE
    • PROGETTAZIONE

    ART. 7 FINANZIAMENTO DEI PROGETTI

    I progetti tra i soggetti aderenti al presente Protocollo possono venir finanziati attraverso fondi che provengono da diversi enti e istituzioni e attraverso l’autofinanziamento ed il crowfounding tra le Associazioni della Rete. In particolare alcuni di essi sono sovvenzionati attraverso l’adesione a Bandi regionali ed europei.

    ART. 8 DURATA DEL PROTOCOLLO

    Il Protocollo ha una validità di un anno, fatta salva la possibilità di successivo rinnovo con il consenso delle Parti, ovvero di un’anticipata scadenza su richiesta di una di esse. Esso può essere modificato in qualunque momento in forma scritta e si intende rinnovato tacitamente alla scadenza, se non disdetto almeno sei mesi prima di tale data da una delle Parti. La concreta attuazione del presente Protocollo è affidata a successive e separate intese.

    ART. 9 DATI PERSONALI

    Nell’attuazione del protocollo e dei successivi accordi, le Parti s’impegnano ad agire in conformità alle prescrizioni di cui al D.lgs 30 giugno 2003 n.196 e s.m.i. recante codice in materia di “ protezione dei dati personali. ART. 8

    Art. 10 ATTUAZIONE DELL’INTESA

    Le parti si avvalgono delle proprie strutture per l’attuazione del presente protocollo e per le attività di verifica e monitoraggio delle iniziative. A tal fine si procederà alla costituzione di tavoli tecnici di lavoro per la organizzazione degli interventi specifici.

    IL PROGRAMMA CIVICO DI ACCOGLIENZA DI “FACCIAMO RETE”.

    PUNTUALIZZAZIONI ETICHE, NORMATIVE E POLITICHE E UNA 'FOTOGRAFIA' DELL'ATTUALE EFFETTIVA SITUAZIONE NELLA NOSTRA CITTÀ ALLA LUCE DEI PIÙ RECENTI ARRIVI DI MIGRANTI E RIFUGIATI.

    La complessa questione delle epocali migrazioni in atto verso l'Europa dalle aree del mondo in crisi o in guerra, assieme ad alcune specifiche puntualizzazioni in merito sulla concreta, effettiva situazione che riguarda il nostro territorio, e un richiamo alla tradizione civica di accoglienza della comunità italiana, in alternativa ai tentativi di alcune forze di strumentalizzare questa situazione a scopi prettamente politici, sono gli aspetti nodali del programma civico di accoglienza di Facciamo Rete.

    Lo scenarioche abbiamo di fronte a noi è complesso e soprattuttocoinvolge in definitiva persone concrete in carne e ossa, con i problemi e le paure di ogni essere umano in fuga, che non possiamo trascurare e verso le quali sorge una istintiva solidarietà.

    Il primo punto da prendere in serio esame, è quello delle potenzialità del mondo del volontariato e dell'associazionismo – come sta accadendo ad esempio in Germania e Austria –ad esprimere “il senso di un agire civico che tende ad affrontare seriamente, ognuno sul proprio territorio, l'emergenza derivante da una crisi che è mondiale e che non può venir ignorata o ridotta a slogan da utilizzare per altri fini”.

    È indispensabile che ogni società civile, se vuol salvaguardare la sua stessa esistenza come entità organizzata,sappia mettere a frutto il suo bagaglio di etica e di capacità di solidarietà; e ciò a maggior ragione in una città “giovane” come Aprilia che ha saputo integrare tante esperienze e provenienze diverse e che su questa integrazione ha costruito la sua forza originaria.

    Attenersi quindi a un cosciente e razionale realismo, riflettendo, ad esempio, su come neppure il muro costruito tra USA e Messico riesca a fermare l'immigrazione latino-americana verso i ricchi Stati Uniti.

    E in quel caso si tratta di un flusso di natura solamente economica, figurarsi se si possono fermare persone spaventate, impaurite dalla guerra e in fuga dalle bombe e dalle uccisioni di massa.

    Il secondo aspetto, riguarda poi direttamente la nostra attualità, Aprilia sta accogliendo i Rifugiati della iniziativa dei cd. “corridoi umanitari”, si tratta di persone, da accogliere in termini di dignità, di servizi di assistenza e “accompagnamento”.

    Aprilia è diventata, per forza di cose, una città“aperta”.

    E di eventuali ulteriori arrivi non possiamo non tenerne conto e rispondere nei termini di accoglienza dovuti.

    In questo quadro, l’Istituzione locale ha il dovere istituzionale di affrontare questa situazione con serietà ed impegno, e con la più totale chiarezza e trasparenza, e non solo perchè vi è chiamato da un'evidente necessità pubblica.

    Bisogna creare una struttura capace di conferire dignità e tranquillità a queste persone, seguendo nel contempo da vicino tutti gli aspetti di questa accoglienza.

    Ilviaggio della solidarietà va fatto insieme e le valigie le portano tutti e non solo uno per gli altri, con chiaro riferimento alla necessità che anche gli altri Enti del territorio collaborino, anche a livello regionale, e Aprilia non resti sola,soltanto perchè più immediatamente esposta.

    Anche perché, assistere i rifugiati non solo è un obbligo di legge ma anche un modo per dialogare con essi, conoscerli, conoscere le loro abitudini di vita in questo periodo, nell'attesa della definizione delle loro domande di asilo (che competono a un'apposita Commissione).

    Ogni cittadino, in tutto ciò, è chiamato a dare il suo piccolo contributo, aderire alla raccolta di indumenti, beni e oggetti utili.


    Va detto che ad Aprilia sussistono attualmente un centinaio di migranti complessivi accolti e “ospitati”, in varie strutture, nell'ambito del cosiddetto S.P.R.A.R., il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati operante a livello nazionale e destinato prioritariamente ai richiedenti e ai già titolari di protezione internazionale in vista di una loro normale integrazione sociale ed economica (“Sistema” che però oggi è stato fortemente appesantito dalle necessità di prima assistenza immediata di chi è arrivato sul territorio italiano con le più recenti ondate migratorie).


    In tutto ciò, va chiesto infine alle forze politiche, anche di diverso orientamento, di attenersi, su questo terreno particolarmente delicato dove errori o comportamenti sbagliati possono portare in prospettiva anche a gravi conseguenze, a un senso di più alta responsabilità, non rinunciando alle proprie idee, ma neppure spargendo bugie, allarmi fuori luogo, proclami estremi a solo fine di tornaconto elettorale, poiché non si possono calpestare “i diritti umani” sul terreno della convivenza civile. Chi ha altre soluzioni le proponga in modo normale ed equilibrato.


    APPROFONDIMENTI

    La Gestione dei Flussi Migratori

    Chi può partecipare?

    Le proposte possono essere presentate dalle autorità nazionali, regionali e locali, dalle università (inclusi gli istituti di ricerca), dalle organizzazioni non governative e dalle organizzazioni internazionali con provata esperienza e competenza nel settore. I Paesi ammissibili sono i 27 Stati membri dell’UE esclusa la Danimarca.

    Dove posso trovare ulteriori informazioni?

    > sito web Home Affairs della Commissione europea

    Che cos’è?

    Il Programma Quadro sulla Solidarietà e Gestione dei Flussi Migratori è una linea di finanziamento della Commisione Europea concepito per migliorare la gestione dei flussi migratori a livello dell’Unione europea e per rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri. Con un importo complessivo previsto  pari a 5.866 milioni di euro per il periodo 2007-2013 il programma  comprende quattro ambiti:

    Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi (2007-2013)
    Fondo Europeo per i Rifugiati (2008-2013)
    Fondo Europeo per i Rimpatri (2008-2013)
    Fondo per le Frontiere Esterne (2007-2013)

    Il Fondo europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi, finalizzato a sostenere gli sforzi degli Stati membri di garantire a chi vi soggiorna regolarmente effettive condizioni d’integrazione sociale, lavorativa e culturale comprende attività che riguardano

    • interventi a favore dei cittadini dei Paesi terzi nella fase di pre-partenza e attività di formazione linguistica;
    • orientamento civico e formazione professionale, con particolare attenzione ad alcune categorie di immigrati, quali gli assistenti familiari;
    • progetti giovanili, ponendo l’accento su nuovi temi quali il cinema e la letteratura, recependo in questo modo il contributo del Ministero dell’Istruzione alla redazione del Programma Annuale 2009;
    • iniziative per la mediazione culturale, calibrando gli interventi previsti per il 2009 rispetto a nuovi ambiti di intervento;
    • iniziative di mediazione sociale, con particolare attenzione all’inserimento abitativo e all’accesso ai servizi socio-sanitari;
    • implementazione del Portale e ampliamento delle sue funzionalità;
    • azioni di “capacity building”, con il coinvolgimento dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione al fine di rilevare dati “istituzionali” sul fenomeno migratorio;
    • scambio di esperienze e buone prassi con altri Stati Membri.

    Il Fondo Europeo per i Rifugiati sostiene e promuove le politiche di accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo; le azioni del Programma Pluriennale sono rivolte sia alla formazione del personale destinato a fare accoglienza  sia  alle categorie vulnerabili bisognose

    Il Fondo Europeo per i Rimpatri, a sostegno degli sforzi compiuti dagli Stati dell’Unione per il rimpatrio, nel rispetto dei diritti fondamentali, di chi vi soggiorna irregolarmente. Le principali azioni proposte con i programmi riguardano:

    • il proseguimento delle attività di rimpatrio volontario assistito per specifici gruppi vulnerabili di migranti, nonché il ritorno nelle aree di origine per le vittime di tratta;
    • lo sviluppo di misure di rimpatrio concordato e assistito anche per immigrati irregolari sul territorio nazionale, al fine di limitare il ricorso a misure di allontanamento coatto;
    • la redazione di una mappatura dei gruppi etnici maggiormente presenti sul territorio;
    • la costituzione di una rete di operatori e referenti locali delle istituzioni e della società civile sul territorio nazionale e la creazione di una campagna di sensibilizzazione;
    • il proseguimento dei programmi di rimpatri forzati (attraverso voli charter e individuali, anche congiuntamente con altri Stati Membri dell’Unione Europea);
    • il sostegno di corsi per operatori predisposti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza